Il Pane Carasau e il pane tradizionale dei pastori sardi: una sfoglia sottilissima e croccante di grano duro, cotta due volte nel forno a legna, che si conserva per mesi senza deteriorarsi. E chiamato anche "carta musica" per la sua sottigliezza e il suono che produce quando si spezza.
La preparazione e un rituale comunitario femminile che richiede almeno tre donne: una impasta, una stende e una inforna. La pasta viene stesa a dischi sottilissimi, cotti una prima volta (quando si gonfiano come un pallone), separati in due fogli e ricotti per la croccantezza finale.
Si mangia secco come pane, bagnato con acqua per ammorbidirlo (Pane Frattau), condito con pomodoro e uovo in camicia, o nella versione "Guttiau" condita con olio e sale e passata al forno.
